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Jan Žižka: scacco all’Impero.

By Aprile 23, 2015 No Comments

Nella metà del XIV secolo, la distanza tra il potere di Dio e il potere degli uomini era molto esigua, perché di solito le stesse famiglie esercitavano entrambi i governi.

Quando un nobile moriva la divisione delle sue proprietà e dei diritti era piuttosto irregolare. Il patrimonio ed i titoli passavano al figlio primogenito con lo scopo di perpetuare la forza della famiglia. Gli altri figli, se volevano sopravvivere, dovevano tentare la fortuna all’interno del clero o come soldati sotto il comando di un buon finanziatore.

Le figlie femmine avevano un futuro incerto. Queste nobildonne venivano usate per rafforzare le relazioni militari ed economiche attraverso matrimoni, o potevano entrare nel clero e fare carriera in esso.

A quei tempi migliorare la propria posizione sociale era molto difficile, ma senza dubbio peggiorarla non lo era affatto.

Nel Medioevo il divario tra ricchi e poveri era abissale, pertanto cadere in disgrazia economica rappresentava un pericolosissimo rischio. Fu in questo contesto che visse l’eroe di cui vogliamo parlarvi oggi: Jan Zizka.

Jan Zizka fu un nobile boemo la cui vita fu veramente avventurosa. Nato a Trocnov (circa due ore di macchina a sud di Praga) nell’anno 1360 in seno ad una nobile famiglia benestante. Quando ereditò la proprietà di famiglia, si rivelò essere un amministratore molto scadente ed andò in rovina. A soli 20 anni Zizka era già un uomo duro, fisicamente forte e temerario. Consapevole di saper maneggiare meglio le armi che i numeri, Zizka decise di aderire al gruppo dei banditi della Boemia del Sud e al loro fianco entrò per la prima volta in combattimento.

Fu quindi nell’ultimo terzo del secolo XIV, nelle foreste del sud della Boemia, che Jan Zizka si specializzò in imboscate, attacchi a sorpresa e tutte le strategie della guerriglia. Alla fine però il gruppo di banditi di cui faceva parte fu smantellato dalle truppe del re Venceslao IV. I suoi compagni furono tutti condannati, ma Zizka, grazie al suo status di nobile boemo, riuscì a schivare la carcere per decreto reale.

Il suo addestramento militare fu quindi completato con alcuni anni in cui prestò il proprio servizio come mercenario nelle file del re polacco Vradislao Jagellone. Il suo valore e la sua reputazione di buon soldato gli fornirono quindi l’opportunità di tornare a Praga, questa volta entrando in qualità di ufficiale della Guardia Reale.

A quel tempo, agli inizi del secolo XV, Venceslao IV era il monarca regnante in Boemia, più preoccupato a divertirsi che per il popolo. D’altra parte la Chiesa di Roma, lungi dal preoccuparsi per le anime del suo gregge, tassava le persone attraverso un’imposta fiscale chiamata decima, e allo stesso tempo i parrocchiani si arricchivano con tutti i tipi di indulgenze, bolle e reliquie. La tensione sociale era palpabile.

In mezzo a questo malcontento Jan Hus, un parroco di Praga, iniziò a parlare di riforme all’interno della Chiesa e dello Stato, con l’intento di porre fine ad ogni iniquità sociale. Il discorso di Hus colpì buona parte del popolo boemo, ed in particolar modo destò l’attenzione di Zizka.

Nel 1415 Jan Hus fu bruciato al rogo per eresia. Nel 1418 i seguaci di Hus, stanchi dell’ingiustizia e guidati da Zizka, inscenarono la prima defenestrazione di Praga, fatto che portò ad una rivolta contro il re e la Chiesa e che quindi avviò il primo confronto religioso in Europa centrale: le guerre hussite.

In un primo momento gli hussiti sembravano avere un grande futuro. L’eterogeneità di questo movimento (formato da mercanti, nobili, allevatori, agricoltori, clero, ecc), fece sì che gli interessi delle hussiti fossero altrettanto differenti. Jan Zizka, uomo impegnato a questa causa, decise di prendere in carico il movimento per unire gli hussiti e condurli alla vittoria.

Nel 1419 Jan Zizka, all’età di 60 anni, si presentava come un uomo grande e robusto, che conservava integra la sua forza giovanile, con una benda su un occhio e il corpo segnato da molti combattimenti.

Nell’estate del 1420 Zizka comandò le forze hussite e affrontò le truppe imperiali di Sigismondo I di Ungheria a Vítkov Hill (oggi una delle colline che fanno parte di Praga). Gli uomini di Zizka distrussero le truppe cattoliche. Zizka da quel momento divenne leggenda e leader indiscusso degli hussiti.

Nel 1421, durante l’assedio della fortezza di Rabi, Jan Zizka fu ferito all’occhio destro da una freccia, e rimase così cieco. Ma questo non gli impedì di continuare a condurre il proprio esercito.

Zizka, da vecchio veterano di guerra, era consapevole del fatto che dopo la vittoria hussita nella Battaglia di Vítkov l’imperatore avrebbe voluto vendicarsi. Perciò se gli hussiti volevano vincere avevano bisogno di soldi, per pagare i soldati, il cibo e le armi. Zizka sapeva che il denaro era a Kutna Hora. In questa città della Boemia si trovavano infatti le miniere d’argento che rifornivano le casse dell’imperatore. Zizka sapeva che per avere una speranza di vittoria, avrebbe dovuto prima conquistare Kutna Hora. Le forze hussite e quelle dell’imperatore Sigismondo I si scontrarono in battaglia a Kutna Hora il 21 dicembre 1421. Questa battaglia segnò una nuova sconfitta per le truppe imperiali. Gli hussiti conquistarono così un bottino incommensurabile: le miniere d’argento di Kutna Hora.

Nel 1422 Jan Zizka disponeva di un esercito esperto, unito e ben armato, così tornò a sconfiggere le truppe di Sigismondo I nella battaglia di Nebovidy, a questa battaglia seguì un armistizio.

Questa pace fu però soltanto temporanea. Nonostante i successi e la fortuna dalla propria parte, il movimento hussita guidato da Zizka si divise. Tra il 1422 e il 1423 apparvero due fazioni all’interno del mondo hussita: da un lato c’erano i moderati (o utraquisti); dall’altro i taboriti, ossia l’ala riformista radicale del movimento, nella quale figurava anche Zizka.

Nel 1423 Jan Žižka, diffidente verso gli utraquisti e sospettando un loro tradimento, organizzò un esercito regolare e lo ribattezzò “Ordine Militare di Zizka”.

Nel 1424 gli hussiti moderati, temendo l’ira di Zizka, decisero di allearsi con l’imperatore stesso, di unirsi all’esercito imperiale e di combattere contro il loro vecchio comandante. Per il vecchio Jan Zizka le cose si mettevano male. Ma il suo esercito era ancora in vita, ed era un esercito coraggioso e fedele. Le due forze si scontrarono il 7 Giugno 1424 nella battaglia di Malesov. Zizka contro ogni pronostico vinse nuovamente.

Jan Zizka di Trocnov morì di peste bubbonica il12 ottobre del 1424 a Pribyslav, ma questo non segnò la fine del suo esercito, che continuò a combattere sotto il nome di “Gli orfani”.

Zizka inventò artefatti militari come “l’auto fortezza”; la sua vita inoltre alimentò una serie infinita di leggende, come quella che la sua pelle dopo la morte fu utilizzata per realizzare un tamburo, che suonò in tutti combattimenti continuando ad incitare l’esercito di Zizka. Questo tamburo fu l’ispirazione per i cechi durante la Guerra dei Trent’anni. L’immagine di “Zizka” fu dipinta nei carrarmati cechi durante la seconda guerra mondiale … e da quasi un secolo, a Jan Zizka è dedicato uno dei quartieri più popolari di Praga, Zizkov.

Ad oggi Jan Zizka è una delle più importanti figure storiche della Repubblica Ceca. È possibile trovare numerose sculture dedicate alla sua persona in molti luoghi… la più importante di queste è una scultura equestre che si trova a Praga.

Jan Zizka è ricordato per essere stato il ceco che sapeva da solo fronteggiare l’impero.

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